Centro Divenire

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Gloria Volpato

Gloria Volpato, Psicologa, psicoterapeuta, nominata "esperta in Psicologia delle Dipendenze" dall'Ordine degli Psicologi della Lombardia,  si è perfezionata nel trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare presso la facoltà di Medicina dell'Università degli Studi di Padova (prof. Santonastaso). Nella Psicoterapia di coppia integra l'approccio gestaltico  con l'approccio sistemico relazionale della scuola Mara Selvini di Milano.
Abilitata alla pratica dell'EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), è membro della relativa Associazione Italiana, ed è socio ordinario della SIPG (Società Italiana Psicoterapia Gestalt).
È fondatrice e direttore del Centro Divenire dove coordina un'equipe multidisciplinare di Psicoterapeuti, formatori e counsellor.
La sua formazione personale si è svolta sia su un piano artistico-creativo, attraverso la danza contemporanea, la danza-movimento-terapia, il movimento autentico, che su un piano di tipo tradizionale attraverso una prima analisi di tipo analitico-transazionale, una seconda analisi di tipo psicodinamico (integrandola con Supervisioni Cliniche con Didatta della Spi, Dott. Sisto Vecchio) completata con una terapia personale nell'orientamento gestaltico in cui si è specializzata. Attualmente sta approfondendo la dimensione della Meditazione Vipassana, della Mindfulness , dell'Insight Dialogue con il Prof. Kramer e l'approccio delle costellazioni familiari presso la Hellinger Schule Italiana.
Nel 2008 ha presentato un video circa il suo  originale approccio psico-corporeo al trattamento dei disturbi del comportamento alimentare, che ha denominato "Pratica del Sè", presso il Convegno dal titolo: "La creatività come identità terapeutica", organizzato a Torino dalla Società Italiana Psicoterapia Gestalt.
 

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chè non si deve solo alla pigrizia se le relazioni umane si ripetono così indicibilmente monotone e senza novità da caso a caso, ma alla paura di un’esperienza nuova, imprevedibile, a cui non ci si crede maturi. Ma solo chi è disposto a tutto, chi non esclude nulla, neanche la cosa più enigmatica, vivrà la relazione con un altro come qualcosa di vivente e attingerà sino al fondo la sua propria esistenza”

Rilke, R.M., Lettere a un giovane poeta, Adelphi, Milano, 1997, pag. 27